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Epidemiologia delle lesioni muscoloscheletriche nel Crossfit: un approfondimento scientifico

22 Settembre 2018
AvatarIlio Iannone

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Alcune recenti pubblicazioni scientifiche sull’epidemiologia nel CrossFit evidenziano un’alta incidenza degli infortuni, causati spesso da approcci errati o da un’inadeguata gestione dei volumi di allenamento.

 

L’epidemiologia delle lesioni muscoloscheletriche nel CrossFit passa attraverso vari studi scientifici, alcuni dei quali, pubblicati negli ultimi anni, hanno fatto emergere aspetti interessanti che vale la pena approfondire.

In una delle prime pubblicazioni sul rischio di lesioni muscoloscheletriche, (indagine epidemiologica descrittiva) Hak et al hanno utilizzato un questionario elettronico per esaminare 132 partecipanti [ 1].: i risultati hanno dimostrato che il 74% degli atleti ha subito almeno un infortunio durante un allenamento di Crossfit.

Le zone più colpite sono state la spalla e la colonna lombare seguiti da braccio e gomito, con una percentuale di infortunio di 3,1 episodi ogni 1000 ore di allenamento [1].

Il numero degli infortuni è stato di 186 e alcuni dei partecipanti hanno avuto più di un infortunio in 18 mesi. Nove di questi casi sono ricorsi ad intervento chirurgico.

 

Alcuni fattori chiave

In un altro studio che ha esaminato il profilo epidemiologico degli atleti di CrossFit è stata registrata una prevalenza di infortuni del 31% [2].

In questo studio di Sprey et al., gli atleti sono stati separati in base alla loro esperienza: coloro che hanno praticato CrossFit per più di 6 mesi (35%) hanno mostrato tassi di infortunio significativamente più elevati ( p = 0,004) rispetto a quelli praticanti da meno di 6 mesi (23%).

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Questo studio ha anche riportato un tasso di prevalenza di infortuni del 45% tra gli atleti con più di 2 anni di esperienza [ 2 ].

 

Epidemiologia nel CrossFit: l’infortunio alla spalla

Principali Cause e tempi medi di recupero

Summitt et al. nel 2016 attraverso un altro studio epidemiologico descrittivo hanno utilizzato un questionario elettronico per verificare il rischio di infortunio alla spalla negli atleti di CrossFit ( n  = 187).

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Gli autori hanno scoperto che il 24% dei partecipanti ha riportato almeno un infortunio alla spalla negli ultimi 6 mesi di allenamento, con un tasso di infortunio di 1,9 per 1000 ore.

Le cause più comuni attribuite all’infortunio sono state la tecnica inadeguata durante il movimento (33%) ed una recidiva del precedente infortunio (33%). Il 64% di coloro che hanno subito un infortunio ha interrotto gli allenamenti per 1 mese [3].

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I partecipanti hanno attribuito agli esercizi di ginnastica la principale causa di infortunio (25 su 46 infortunati). I movimenti di sollevamento pesi includevano sia movimenti di WL che esercizi come le distensioni su panca e alcune varianti del WL ai quali sono stati attribuiti la causa primaria di infortunio per 26 su 46.

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Epidemiologia nel CrossFit: altre tipologie di infortuni da analizzare

Weisenthal nel 2014 attraverso un questionario elettronico ha scoperto che l’infortunio muscoloscheletrico ha rappresentato il 19% con una prevalenza tra gli uomini rispetto alle donne ( p  = 0,03): l’infortunio alla spalla è stato riscontrato soprattutto durante i movimenti di ginnastica mentre quello alla zona lombare durante i movimenti di powerlifting [4].

Inoltre, due case report hanno evidenziato altri due tipi di lesioni.

Il primo caso studia una lesione traumatica della giunzione miotendinea latissimus dorsi durante l’esercizio “muscle up” [5].

Questo tipo di infortunio di solito si verifica in abduzione forzata e rotazione esterna. l’esecuzione di questo esercizio richiede una buona tecnica ed un buon livello di forza, in particolare nel punto di transizione dell’esercizio. Il partecipante in questo caso clinico è tornato ad allenarsi 6 mesi dopo e con un lieve deficit funzionale residuo.

Il secondo caso clinico è stato un distacco della retina dovuto all’allenamento [6].

 

Effetti del CrossFit sulle proprietà del tendine

Nel 2016 Fisker et al hanno valutato gli effetti acuti dell’allenamento CrossFit sulle proprietà del tendine mediante ultrasonografia (n  = 34). Lo spessore dei tendini rotuleo e di Achille è aumentato in modo significativo dopo la sessione.

crossfit-epidemiologia-tendine-spessore

Questi risultati suggeriscono che i carichi ad alta intensità associati ad azioni muscolari concentriche ed eccentriche durante le sessioni di CrossFit possono determinare un aumento dello spessore del tendine.

Tuttavia, sono necessari interventi a lungo termine per studiare l’effetto del recupero tra le sessioni ad alta intensità come fattore deterministico nell’alterazione della struttura tendinea [7].

 

Tasso di incidenza degli infortuni nel CrossFit rispetto agli altri sport.

Uno studio di Moran nel 2017 ha concluso che il tasso di incidenza degli infortuni nel Crossfit è paragonabile ad altre forme di attività ricreative [10].

Risultati simili ha avuto Hak nel 2013 concludendo che le percentuali di infortuni nel crossfit sono simili a quelle riportate in letteratura per sport come il weightlifting, il powerlifting e la ginnastica [11] e nonostante la corsa sia considerata uno degli sport più sicuri il tasso di infortuni è tra il 2,5 e 12,1 per 1000 ore di allenamento [12].

 

Conclusioni

In sintesi, il numero di infortuni che colpiscono gli atleti di CrossFit varia tra il 19 e il 74% con 1,9-3,1 per 1000 ore di allenamento. In questo senso, la percentuale di lesioni è relativamente alta mentre l’incidenza di lesioni per 1000 ore è bassa.

Questi risultati possono riflettere un bias nei campioni o una gestione inadeguata del volume di allenamento.

Il secondo aspetto evidenziato dal consenso CHAMP e ACSM era il monitoraggio del carico di allenamento specifico per individuo e il suo potenziale per ridurre al minimo il rischio di infortunio [8].

Sebbene la causa dell’infortunio sia multifattoriale, essa può derivare dall’eccessivo carico cumulativo applicato ai tessuti il quale supera la capacità di carico del tessuto biologico coinvolto [9].

Il problema principale che si verifica in gran parte dei box di crossfit, come sottolineato in precedenza, è che il controllo del carico di allenamento si basa spesso sul background scientifico del coach: un approccio integrato basato sull’evidenza per la gestione del carico di allenamento potrebbe quindi contribuire alla diminuzione degli infortuni.

 

References

1. Hak PT, Hodzovic E, Hickey B. The nature and prevalence of injury during CrossFit training. J Strength Cond Res. 2013
2. Sprey JWC, Ferreira T, de Lima MV, Duarte A, Jorge PB, Santili C. An epidemiological profile of crossfit athletes in Brazil. Orthop J Sport Med. 2016

3. Summitt RJ, Cotton RA, Kays AC, Slaven EJ. Shoulder injuries in individuals who participate in CrossFit training. Sports Health. 2016
4. Weisenthal BM, Beck CA, Maloney MD, DeHaven KE, Giordano BD. Injury rate and patterns among CrossFit athletes. Orthop J Sport Med. 2014
5. Friedman MV, Stensby JD, Hillen TJ, Demertzis JL, Keener JD. Traumatic tear of the latissimus dorsi myotendinous junction: case report of a CrossFit-related injury. Sport Heal. 2015
6. Joondeph SA, Joondeph BC. Retinal detachment due to CrossFit training injury. Case Rep Ophthalmol Med. 2013
7. Fisker FY, Kildegaard S, Thygesen M, Grosen K, Pfeiffer-Jensen M. Acute tendon changes in intense CrossFit workout: an observational cohort study. Scand J Med Sci Sports. 2016
8. Bergeron MF, Nindl BC, Deuster PA, Baumgartner N, Kane SF, Kraemer WJ, et al. Consortium for Health and Military Performance and American College of Sports Medicine consensus paper on extreme conditioning programs in military personnel. Curr Sports Med Rep. 2011
9. Zernicke RF, Whiting WC. Mechanisms of musculoskeletal injury. In: Zatsiorsky VM, editor. Biomechanics in Sport. Oxford: Blackwell Science Ltd; 2000
10. Moran S, Booker H.,StainesJ, et al. Rates and risk factors of injuries in CrossfiTM: a prospective cohort study 2017
11. Hak et al. The nature and prevalence of injury during Crossfit training
12. Van Mechelen, Running Injuries. A review of the epidemiological literature
14. Prevalence and Incidence Rates Are Not the Same
Response Giordano et al

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