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Come gestire la tendinopatia rotulea nel Weightlifting

18 Dicembre 2018
Ilio IannoneIlio Iannone

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Nel caso della tendinopatia rotulea esistono falsi miti e credenze comuni: mettere a riposo l’atleta, fare stretching (molto dannoso nella fase reattiva), tecar, che tendono a considerarla come una patologia infiammatoria. Ma è davvero così?

 

La Prof. ssa Jill Cook, una delle più importanti ricercatrici sulle tendinopatie, la descrive come un “overuse tendon injury” che si traduce in “dolore, ridotta tolleranza allo sforzo del tendine e ridotta funzionalità”.

C’è molto che non sappiamo sulla tendinopatia, ma ci sono alcune verità inalienabili che dovresti conoscere:

  1. La tendinopatia non migliora con il riposo
  2. Non ci sono prove che la tendinopatia sia causata da infiammazione
  3. La tendinopatia può essere causata da diversi fattori di rischio. La letteratura scientifica ci suggerisce che esistono sia fattori intrinseci che estrinseci che predispongono all’infortunio.
  4. L’ esercizio è il trattamento evidence-based per la tendinopatia.
  5. La gestione del carico è importante per modificare la sintomatologia.
  6. Gli esami diagnostici non ci danno l’esatta correlazione tra danno e dolore
  7. La tendinopatia raramente migliora a lungo termine con i soli trattamenti passivi
  8. L’ esercizio deve essere individualizzato attraverso un progressivo aumento del carico per consentire il ripristino della funzione, rispettando il dolore
  9. La tendinopatia risponde molto lentamente all’esercizio fisico. È necessario avere pazienza, assicurarsi che l’esercizio sia corretto e progredire in modo appropriato

 

Terapia della tendinopatia rotulea con un trattamento attivo del dolore

La buona notizia per l’atleta è che la tendinopatia rotulea non migliora con il riposo!

È la notizia che strappa il sorriso e, diciamolo, anche un sospiro di sollievo: nessun atleta vuole interrompere gli allenamenti ma deve essere sicuramente disposto a modificarli.

Modelli matematici hanno dimostrato che la forza del tendine rotuleo (attraverso una combinazione di stress in trazione e compressione) è direttamente proporzionale all’angolo di flessione del ginocchio durante lo squat.

Lo stress è massimo a 130 gradi e lentamente diminuisce fino a 30 gradi.

Perciò, in particolare durante le prime fasi, è consigliabile limitare il carico in flessione, ma il problema nasce proprio qui: evitare lo squat nel Clean o nello Snatch, soprattutto con carichi importanti, è abbastanza complicato.

 

Gestire la tendinopatia rotulea durante gli allenamenti

Il paziente è parte attiva del trattamento, il dolore auto-riferito sarà la guida durante il trattamento della tendinopatia.

E spesso è l’unico indicatore (nella maggior parte dei casi) ad indicarci che qualcosa non va ed è clinicamente il modo più efficace per valutare i progressi.

Vediamo nello specifico come fare:

  • Trova un movimento che evochi il dolore.  Il decline squat (qui trovi il video) è di solito un ottimo test:  meglio non appena svegli, preferibilmente prima dell’allenamento.
  • Nota il tuo livello di dolore 0-10 e usalo come punto di riferimento. 0-3 è la zona di lavoro in sicurezza.

tendinopatia-rotulea-ginocchio-esercizi

  • Esegui la tua sessione di allenamento modificando lo stress (attraverso una qualsiasi delle variabili che saranno discusse a breve) in modo da mantenere un dolore di bassa intensità. La soglia è variabile a seconda dell’individuo, è bene mantenersi nella fascia verde.
  • Controlla la tua scala del dolore alla stessa ora del giorno, ogni giorno, e registra il tuo livello di dolore. Se il tuo dolore è inferiore o rimane uguale alla tua valutazione iniziale: probabilmente stai tollerando l’attuale livello di carico e puoi mantenere o aumentare le richieste di allenamento. Se il dolore aumenta rispetto alla valutazione iniziale: il carico totale potrebbe essere eccessivo per cu è necessario modificare la strategia di allenamento.

Esempio di monitoraggio settimanale del dolore:

tendinopatia-rotulea-dolore-controllo

La tendinopatia rotulea ha diversi stadi, ho evitato i dettagli in questo articolo e mi sono limitato a schematizzarlo nella tabella sottostante, per approfondimenti clicca qui e qui:

tendinopatia-rotulea_terapia-stadi

Nell’infografica sono definite le varie fasi del programma riabilitativo che avranno lo scopo di aumentare la tolleranza al carico del tendine rotuleo.

tendinopatia-rotulea-ginocchio-cura

 

Gestione dell’atleta In-Season

Come abbiamo già visto, nelle prime fasi è consigliabile evitare lo squat per limitare il carico sul tendine.

Evitare il clean o lo snatch per un atleta di weightlifting o di crossfit a ridosso di una competizione importante pregiudicherebbe quasi sicuramente il risultato della gara.

Nel 2017 uno studio di Rio E., J Cook et al ha studiato l’efficacia del solo esercizio isometrico (squat 5×30”) in 25 atleti con tendinopatia rotulea durante la stagione agonistica senza modificare l’attività.

Durante le 4 settimane di esercizio il dolore si è ridotto in maniera significativa. Per questo motivo potrebbe essere preso in considerazione come trattamento.

 

Gestione dell’atleta in off-Season

tendinopatia-rotulea_ginocchio-weightlifting

tendinopatia-rotulea_ginocchio-squat

Il Prof. Craig Purdam nel 2017 propone questo semplice schema settimanale di progressione:

tendinopatia-rotulea-ginocchio-progressione-esercizi

 

Importante

Lo sviluppo di un programma riabilitativo richiede un complesso ragionamento clinico da parte di personale qualificato che tenga presente:

  • Le richieste funzionali dell’atleta (weightlifting/Crossfit)
  • Lo stadio della tendinopatia (reattiva, ecc.)
  • Il livello di fitness dell’atleta

Per questo motivo questo articolo vuole essere solo uno spunto per Fisioterapisti, coach ed atleti e non va assolutamente adattato in maniera indistinta a tutti.

 

References:

  1. Is tendon pathology a continuum? A pathology model to explain the clinical presentation of load-induced tendinopathy. Cook JL, Purdam JR Br J Sports Med. 2009
  2. Revisiting the continuum model of tendon pathology: what is its merit in clinical practice and research? J L Cook, E Rio, C R Purdam, S I Docking.
  3. Load management in tendinopathy: Clinical progression for Achilles and patellar tendinopathy, Alfonso Mascaró et al 2018
  4. Tendinopathy – rehab progression – runningphysio.com
  5. Do isometric and isotonic exercise programs reduce pain in athletes with patellar tendinopathy in-season? A randomised clinical trial 2016 J Cook, E. Rio
  6. Craig Purdam – Return to competition in athletes with tendinopathy, Sportfisioswiss 2017.

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  1. Avatar
    ha commentato:

    Ma la tendinopatia rotulea sarebbe quella che viene anche chiamata infiammazione del tendine rotuleo inferiore/superiore? Io gioco a pallavolo e mi porto ormai da anni questi dolori ai tendini rotulei quindi ogni salto o comunque ogni flessione delle gambe mi provoca abbastanza dolore… anche quando sto per esempio seduto in macchina e non ho possibilità di poter stendere le gambe mi iniziano a bruciare molto. Mi è stato detto di potenziare i quatricipiti femorali per alleviare questi dolori… siete d’accordo?

    • Ilio Iannone
      ha commentato

      Ciao Riccardo,
      Si è una infiammazione del tendine rotuleo. E’ normale che tu abbia dolore durante il salto e nella flessione del ginocchio, sono segni clinici che caratterizzano questo tipo di patologia. Per quanto riguarda il consiglio che ti hanno dato, in linea generale è giusto ma andrebbero rispettati i vari stadi della patologia (vedi articolo), ad esempio nella fase reattiva è consigliabile soltanto un lavoro di tipo isometrico sul quadricipite. Il consiglio che posso darti è quello di affidarti ad un Fisioterapista che sia in grado di valutare lo stadio attuale della patologia per programmare un trattamento individualizzato e funzionale allo sport che pratichi. Hai mai fatto fisioterapia o altri tipi di trattamento?
      Un saluto, Ilio.

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